VI^ Domenica del Tempo Ordinario, (Anno C)

Le letture di questa Domenica ci parlano del segreto della felicità della vita. Che cosa rende una vita, la nostra vita, benedetta, beata, felice, santa? Cristo è venuto a portare a compimento la rivelazione di tutto l'Antico Testamento, a portarla a compimento nella sua persona. Ci annuncia che la pienezza dell'uomo è ciò che l'incontro con Lui e la comunione con Lui donano alla nostra vita.
Ciò che compie la nostra vita non è qualcosa, ma Qualcuno, e questo qualcuno è Gesù, il Figlio di Dio, morto e risorto per noi. È Gesù il compimento di ogni vita e di tutto l'umano che la costituisce.
Come possiamo allora inquietarci per la mancanza, temuta oppure già certa, di altri compimenti, di altre immagini del compimento dell'umano?!
Cristo è venuto per salvare l'umanità dalla grande illusione che la pienezza, che la felicità, sia un bene che conquistiamo noi stessi, senza doverlo domandare e ricevere da Dio, dal Padre.
La coscienza che solo Cristo dà compimento totale e perfetto all'umanità permette di capire cos'è la beatitudine, cosa vuol dire essere beati, essere veramente felici. Ed è solo questa coscienza che ci permette di capire che la felicità è paradossalmente possibile, anzi è paradossalmente più certa, là dove l'uomo sembra condannato al contrario, a non essere felice, a non essere compiuto.
"Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo." (Lc 6,20-23)
Le Beatitudini non descrivono il premio di consolazione per chi deve rinunciare alla pienezza, ma la pienezza più grande, la vera e unica pienezza della vita: quella che riceviamo da Dio, quella che ci è donata in Cristo Gesù. Chi è povero, chi ha fame, chi piange, chi è disprezzato, ..., incontrando Cristo è più aperto, è più libero per lasciarsi riempire da Lui, per manifestare che solo Cristo compie la vita, che solo Gesù è la nostra felicità piena.
Per questo, le Beatitudini sono la pienezza di vita dei santi. I santi non sono superuomini, ma dei piccoli, dei poveri, dei fragili che testimoniano con tutto loro stessi che Cristo è tutto.
I poveri e i piccoli sono allora i nostri veri profeti, perché dai loro cuori semplici, piccoli, miseri, come il cuore della Vergine Maria, accolgono nella presenza del Figlio di Dio la salvezza e il compimento dell'intera umanità.
Ci insegnano che il segreto della gioia, della pace è proprio la povertà. Non la forza, ma la povertà di cuore. Ci insegnano a desiderare di rinunciare alle nostre false ricchezze. Non è tanto una questione di soldi o di beni, ma si tratta di portare nel cuore la coscienza che solo Cristo compie la nostra vita, che solo Lui ci manca. Gesù mette in guardia i ricchi, i sazi, i contenti e i lusingati perché si sbagliano di pienezza e ingannano il loro cuore.
Quando le nostre ricchezze materiali o spirituali vengono a mancare, quando ci deludono, quando i nostri progetti su noi stessi o sugli altri vengono contraddetti, che grazia poter riconoscere, con l'aiuto della Chiesa, con l'aiuto della testimonianza dei piccoli, dei santi, che quello che scompare è solo un'illusione, un miraggio. "La realtà invece è Cristo!", ci ricorda san Paolo (Col 2,17), e questa realtà è presente, è donata, ed è il compimento gioioso della vita, anche quando muore!
Omelia di Fr. Mauro-Giuseppe Lepori, Abate Generale dell' Ordine Circestense
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